Comunicazione sanitaria

Immagini cliniche online: togliere il nome non basta

Da un provvedimento del Garante del 2026 alla produzione dei contenuti sanitari: materiali, destinazioni e approvazioni da verificare prima di pubblicare.

Una fotografia clinica senza il nome del paziente può comunque raccontare di chi si tratta. Quando prepari un contenuto sanitario, il controllo va quindi esteso all’insieme di immagini, testo e contesto. Un provvedimento del Garante del 2026 mostra perché questo passaggio debba precedere l’impaginazione e la diffusione.

Il caso da cui partiamo

Il provvedimento del Garante del 29 aprile 2026 riguarda immagini e informazioni cliniche inserite in un e-poster scientifico successivamente pubblicato online. Nel caso esaminato, l’assenza dei dati anagrafici e l’oscuramento degli occhi non hanno impedito l’identificabilità. Il riepilogo del 21 maggio richiama anonimizzazione, consenso nel perimetro della pubblicazione scientifica e dignità della persona.

Il caso riguarda un contesto scientifico: non costituisce un’autorizzazione generale a usare immagini sanitarie nella promozione, neppure raccogliendo una liberatoria. Finalità e disciplina applicabile vanno valutate dai referenti competenti.

La nostra lettura: il materiale va qualificato prima di usarlo

Nel lavoro di comunicazione non consideriamo una cartella di immagini come un archivio automaticamente disponibile per ogni canale. Una foto ricevuta per preparare una presentazione deve arrivare con un’indicazione chiara sul suo utilizzo e sulle verifiche già svolte.

Per organizzare il lavoro è utile associare a ciascun materiale una destinazione prevista, un referente e uno stato di approvazione. Quando cambia la destinazione — per esempio dalla presentazione a una pagina pubblica — riapriamo il controllo. Questo evita che la disponibilità tecnica del file venga scambiata per disponibilità editoriale.

Il contesto comprende più della fotografia

Nella bozza controlliamo anche didascalia, titolo, nomi dei file, schermate e dettagli presenti nell’inquadratura. Il compito della produzione è segnalare gli elementi da verificare e lavorare sulla versione autorizzata. La valutazione dell’identificabilità e della liceità dell’uso richiede competenze e responsabilità specifiche.

Se il materiale non è validato, possiamo sviluppare una spiegazione diversa: un testo sul percorso, uno schema originale o una rappresentazione illustrativa dichiarata. La scelta dipende dall’obiettivo informativo; un’immagine reale non è indispensabile per spiegare ogni prestazione.

Una procedura semplice per il tuo prossimo contenuto

  1. Definisci cosa vuoi spiegare e a chi.
  2. Seleziona soltanto i materiali previsti per quel progetto.
  3. Chiedi al referente sanitario e a quello privacy quali verifiche servono.
  4. Prepara la bozza completa, così il controllo comprende anche il testo.
  5. Pubblica la versione approvata e conserva il riferimento all’approvazione.
  6. Rivaluta il materiale prima di riutilizzarlo in un altro contesto.

Come possiamo affiancarti

Possiamo organizzare testi, materiali e responsabilità nel flusso di approvazione dei contenuti sanitari, oppure progettare una comunicazione che spieghi il servizio con materiali adeguati. Parliamo del contenuto che vuoi realizzare: definiamo il nostro lavoro di comunicazione e i passaggi da sottoporre ai tuoi referenti.

Fonte e lettura operativa verificate il 29 ottobre 2026. L’esempio richiamato resta il caso esaminato dal Garante; le indicazioni organizzative sono la nostra applicazione al processo editoriale.

Elena Durante, fondatrice di Econgiunzione

L’autrice

Fondatrice di Econgiunzione

Elena Durante guida Econgiunzione e si occupa di strategia, progettazione web e automazioni per piccole attività e professionisti. Collega obiettivi, contenuti e tecnologia al lavoro quotidiano, con un rapporto diretto dalla prima analisi.