Territori E Mercati

Bologna in numeri: cosa sta cambiando per imprese e piccole attività

Imprese, settori e lavoro a Bologna nel 2025: come leggere i dati e quali scelte possono aiutare attività e professionisti.

Elena Durante

Nel 2025 il sistema imprenditoriale bolognese ha mostrato vitalità, ma anche una trasformazione che non riguarda tutti i settori nello stesso modo. Leggere questi dati serve a capire dove aumenta la pressione competitiva, quali attività devono ripensare il modo in cui si presentano e perché organizzazione e comunicazione sono sempre più collegate.

Un mercato grande, ma non immobile

Al 31 dicembre 2025 la Camera di Commercio di Bologna rileva 90.392 sedi d’impresa registrate, di cui 80.830 attive. Nel corso dell’anno sono nate 5.358 imprese e 4.723 hanno cessato effettivamente l’attività. La riduzione dello stock complessivo comprende anche 1.970 cancellazioni d’ufficio di posizioni che non risultavano più operative: il dato, quindi, va letto come una fase di riassetto e non come un semplice arretramento uniforme.

Per chi lavora sul mercato significa confrontarsi con molte alternative e con clienti più abituati a comparare. Essere visibili è solo il primo passo: occorre spiegare con precisione per chi si lavora, quale problema si risolve e quali prove rendono credibile la proposta.

Artigianato, commercio e imprese strutturate seguono direzioni diverse

Le imprese artigiane attive sono 24.358, oltre il 30% del totale, e nel 2025 sono aumentate di 181 unità. Nello stesso periodo il commercio ha perso 643 attività, le costruzioni 406 e l’industria 287, mentre sono cresciute soprattutto le società di capitale (+806).

Questi segnali non dicono che un settore sia destinato a funzionare e un altro no. Indicano però che la comunicazione generica diventa più fragile. Un artigiano deve rendere visibili competenze, lavorazioni e affidabilità; un’attività commerciale deve collegare meglio esperienza fisica, informazioni online e ritorno del cliente; un’impresa più strutturata deve mantenere coerenti sito, materiali, processi e persone.

La difficoltà di trovare persone cambia anche il modo di comunicare

Le imprese bolognesi hanno previsto 110.780 ingressi lavorativi nel 2025, ma il 53% delle figure è stato considerato difficile da reperire. La difficoltà sale al 65% nelle costruzioni e nel turismo e al 66% nell’industria della carta e stampa. Il 32% delle imprese ha previsto attività di formazione per il personale.

Quando trovare competenze è difficile, il sito non parla soltanto ai clienti. Deve aiutare anche candidati e collaboratori a capire ambiente, attività, responsabilità e prospettive. All’interno, procedure, contenuti condivisi e strumenti semplici possono ridurre la dipendenza dalle informazioni custodite da una sola persona.

Cosa conviene verificare nella propria attività

  • Una persona capisce in pochi secondi cosa fai e per chi?
  • Il sito mostra prove concrete o si limita a elencare servizi?
  • Clienti e candidati trovano informazioni coerenti e aggiornate?
  • Richieste, preventivi e passaggi interni dipendono ancora da attività manuali ripetitive?
  • I contenuti possono essere aggiornati senza bloccare il lavoro?

Come possiamo aiutarti ad affrontare il cambiamento

Possiamo partire da un’analisi del posizionamento e dei percorsi attuali, quindi intervenire dove serve davvero: sito e architettura delle informazioni, contenuti e marketing, automazioni e organizzazione dei passaggi, oppure formazione per rendere più autonome le persone coinvolte.

Il primo obiettivo non è aggiungere strumenti, ma capire quale cambiamento deve sostenere il sistema digitale dell’attività. Scopri come lavoriamo a Bologna.

Fonti e periodo di riferimento

I dati si riferiscono al 2025 e provengono dalla Camera di Commercio di Bologna e dal sistema informativo Excelsior. Li utilizziamo per interpretare il contesto, non per attribuire automaticamente lo stesso bisogno a tutte le imprese.